La visione progettuale
“Potrei anche pensare a una cultura del poco; una cultura del fragile, dell'ineffabile, dell'allusivo”. Ettore Sottsass e Christopher Redfern descrivono i tre progetti per Artigo sottolineando la semplicità dell’approccio e la capacità dei tre prodotti di generare suggestioni, associazioni di idee, in una concezione dell’architettura come “esperienza fisica e sensoriale”. Alla base di ognuna delle tre proposte c’è l’idea di un manufatto industriale che si appropria della casualità di un processo naturale: la fibra di cocco in Kayar; il pattern di distribuzione apparentemente casuale di Zero.4; l’astrazione concettuale di Ebony. Attraverso interventi sulla materia o sulla forma, è sempre una “piccola casualità” l’elemento che caratterizza e accomuna le tre superfici.