a | talk · Federico Pavese / fARCHITECTS

Federico Pavese è il fondatore dello studio fARCHITECTS, realtà multidisciplinare, con sedi in provincia di Asti, a Torino e a Toronto che dal 2012 opera in ambiti che vanno dall’Interior Design all’Urban Planning, con una specializzazione verso le strutture sanitarie, produttive, ricettive e sportive.

La filosofia dello studio è riassunta nell’espressione “form follows function”, con un approccio specifico alla destinazione d’uso di ogni progetto e alle sue intrinseche diversità.

Un metodo di lavoro in cui viene dedicata grande attenzione alle tematiche ambientali e anche attraverso una preparazione accademica specifica: Federico Pavese, LEED Green Associate (in procinto di diventare LEED AP), è uno dei 189 architetti italiani CERTIFIED PASSIVE HOUSE DESIGNERS e con una prossima seconda laurea in ingegneria civile e ambientale.

Cosa le fa scegliere una pavimentazione in gomma? È una scelta ovvia, data la natura e la destinazione di un edificio (per esempio una scuola o un ospedale) o c’è spazio per una decisione di tipo creativo?

Considero la mia professione un lavoro prototipale: l’esperienza conta poco – anzi, dar per scontata la riproposizione di determinate soluzioni può anche portare ad errori.

La diagnosi accurata dei singoli casi è fondamentale: la cosa più importante è il perchè delle scelte. Ogni progetto, a diversi livelli, possiede le sue peculiarità.


Lavorando al progetto di Villa Annunziata, il tema era progettare una struttura per pazienti che soffrono di perdita progressiva delle facoltà cognitive. Per questo mi sono “immerso” in un approccio di tipo sensoriale, che coinvolgesse appunto tutti i sensi: il colore per la vista, con ambienti di colori diversi a seconda della loro funzione, ma anche la morbidezza per il tatto e la riduzione dei rumori per l’udito.


Volevo che i diversi colori potessero fare “da guida” e aiutare ad identificare gli spazi, contribuendo a dare sollievo alle sensazioni di smarrimento che possono sorgere nei pazienti.

La morbidezza dei pavimenti ha anche un’importanza funzionale fondamentale in caso di cadute.


In una parola volevo creare ambienti ovattati, protettivi, e in questo la gomma si è rivelata un materiale ideale. Possiamo dire che ogni scelta progettuale che ho fatto aveva l’utente al centro del mio pensiero.

Crede che la gomma, come concetto, rappresenti un valore aggiunto in un progetto? Quali sono, sulla base della sua esperienza, le qualità “vincenti” della gomma come materiale per pavimentazioni?

La risposta alla prima domanda è di certo un sì, proprio alla luce delle scelte progettuali di cui parlavo prima.

La principale “qualità vincente” secondo me è la varietà cromatica della collezione, che è un grande serbatoio di possibilità e permette di aggiungere un elemento di carattere ad ogni spazio.

Da un punto di vista scientifico, il colore è il risultato dell’interazione tra le lunghezze d’onda all’interno dello spettro visibile e la sensibilità individuale, pertanto c’è sempre un elemento soggettivo nella percezione.

Pertanto i colori non possono non avere un impatto dominante sulla produttività e sugli stati d’animo delle persone.

Colore, texture o superficie (liscia, a rilievi o a bolli): quale caratteristica, fra queste, scatena di più la vostra fantasia quando iniziate a lavorare con una pavimentazione in gomma?

Anche in questo caso mi piace rispondere “it depends” oppure “do not assume”.

Dipende dai requisiti del progetto e dalle risposte che deve fornire. Per esempio, i pavimenti texturizzati risultano meno “sporchevoli” all’occhio, perché la texture tende a nascondere piccole macchie ed eventuali graffi nel pavimento, però allo stesso tempo, e per le stesse ragioni, vanno igienizzati con maggiore cura.

Da un punto di vista puramente estetico, la mia preferenza va alla superficie liscia, in quanto più sincera.

Ha un progetto da sogno nel cassetto che prevede pavimenti in gomma?

È più un obiettivo concreto: considerando le mie aree di expertise, che in questo momento sono le strutture sanitarie e sportive, vorrei realizzare centri legati al fitness, alla riabilitazione e al recupero psico-fisico di grandi dimensioni, in Nord America (dove sono tuttora molto impegnato) ma anche in Italia.

I pavimenti in gomma possono vantare qualità come basse emissioni e crediti LEED che li rendono molto “a la page” oggi, in un momento in cui il livello di attenzione verso la sostenibilità è molto alto.

Come vede il futuro per i pavimenti in gomma?

Ho una preparazione specifica in ambito di LEED e posso dire che ogni materiale naturale, privo di emissioni e facilmente smaltibile, come è appunto la gomma in alcune delle sue formulazioni, è assolutamente sulla buona strada per il futuro.

Ci sono anche altri aspetti che vale la pena di sottolineare. Mi piace parlare di “grado di benessere degli interni” e all’interno di questo tema il comfort acustico è un aspetto fondamentale, anche se poco trattato.

Al momento non esiste uno standard di qualità acustica, ma quando ci sarà (ed è solo questione di tempo) i pavimenti in gomma di spessore 4 mm rappresenteranno un componente importante.

La gomma come materiale in questo senso offre qualità superiori rispetto a quelli che sono considerati i suoi “soliti” competitors.


Un’altra cosa importante: i pavimenti in gomma possono essere perfettamente igienizzati con detersivi meno aggressivi rispetto ad altre superfici. Può sembrare un dettaglio ma non lo è, se ci si concentra sulla quantità di detergenti che si riversano quotidianamente nell’ambiente. Un vero pensiero sostenibile deve tenere conto di ogni aspetto della vita di un edificio

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