a | talk · Torricelli Associati Lab

Sara Riboldi e Carlotta Torricelli, architetti P.h.D., fondano nel 2006 la sezione Lab dello studio di architettura Torricelli Associati a Milano.

L’attività dello studio è incentrata sul progetto di architettura alle diverse scale e declinazioni tematiche.

La sezione Lab mantiene la dimensione e le modalità di lavoro dell’atelier, sperimentando al suo interno nuovi temi, tipologie e tecniche costruttive e indagando nella composizione le molteplici relazioni tra riflessione teorica, situazione specifica e messa in opera.

Si sono concentrate negli ultimi anni sul tema degli spazi collettivi come luoghi delle relazioni, secondo l’idea di thirdplace. Attraverso i progetti realizzati approfondiscono lo studio delle nuove tipologie di spazi di lavoro, declinati nell’ottica dello smartworking.

Cosa vi fa scegliere una pavimentazione in gomma? È una scelta ovvia, data la natura e la destinazione di un edificio (per esempio una scuola o un ospedale) o c’è spazio per una decisione di tipo creativo?

Abbiamo iniziato a utilizzare la gomma in due ambiti progettuali ben precisi, entrambi all’interno di una struttura di franchising: la riconversione di grandi open space e la realizzazione di spazi commerciali tipo shop.

Nel primo caso, abbiamo operato quella che mi piace definire una “riscrittura” dell’architettura esistente: per esempio, architetture industriali dismesse hanno trovato una “nuova vita” e una nuova funzione – anche sociale – come spazi di co-working nel progetto Login, che opera in città come Milano e Torino.

In questa esperienza, la gomma è uno strumento creativo ideale per la narrazione a livello spaziale: la varietà dei colori ci permette di definire aree di diverso utilizzo, creare continuità o di disegnare percorsi, proprio utilizzando unicamente il colore.

Nell’ambito del franchising, poi, è fondamentale la possibilità di avere anche nella pavimentazione i colori corporate, è un elemento progettuale di grande valore.

C’è poi una serie di altrettanto importanti motivi tecnici: la flessibilità di intervento, l’adattabilità a situazioni architettoniche molto diverse fra loro, la possibilità di avere la stessa pavimentazione in versione rotolo, piastrella o in versione autoposante, la semplicità di riconversione quando lo spazio cambierà di nuovo funzione.

Credete che la gomma, come concetto, rappresenti un valore aggiunto in un progetto? Quali sono, sulla base della vostra esperienza, le qualità “vincenti” della gomma come materiale per pavimentazioni?

Nella nostra esperienza la collezione Kayar, il pavimento in gomma con fibre naturali di cocco (disegnato per Artigo da Sottsass Associati, ndr), rappresenta un materiale molto interessante, perché unisce la flessibilità del materiale, di cui parlavo prima, a delle caratteristiche di ecosostenibilità che si percepiscono in modo molto diretto: si vede a colpo d’occhio che è un materiale naturale.

Questa è una qualità che i committenti apprezzano moltissimo. È un “prodotto parlante”, da solo fa già capire che il proprietario dello spazio possiede una sensibilità verso i materiali sostenibili.

Colore, texture o superficie (liscia, a rilievi o a bolli): quale caratteristica, fra queste, scatena di più la vostra fantasia quando iniziate a lavorare con una pavimentazione in gomma?

Dal punto di vista del cliente, sicuramente il colore.

L’aspetto interessante della gomma è la libertà di scegliere tra un’ampia gamma di colori e, partendo da qui, la possibilità di costruire un progetto integrato anche con l’arredo, l’allestimento e aspetti della comunicazione aziendale, che in un progetto sono elementi che si sommano gli uni agli altri nella creazione di un ambiente unico, in dialogo con le specificità del luogo e della situazione specifica in cui si interviene.

Come architetto, ritengo ancora attuali soluzioni con il pavimento “a bolli”, come quello celeberrimo scelto per l’allestimento della Linea 1 della Metropolitana Milanese da Franco Albini e Franca Helg.

Il grande pubblico invece, nella mia esperienza, è più orientato verso texture come il Kayar, percepite immediatamente come più contemporanee.

Avete un progetto da sogno nel cassetto che prevede pavimenti in gomma?

Ci interesserebbe utilizzare la gomma anche in costruzioni nuove!

Finora l’abbiamo usata in casi di restauri, recuperi e trasformazioni di manufatti esistenti.

I pavimenti in gomma possono vantare qualità come basse emissioni e crediti LEED che li rendono molto “a la page” oggi, in un momento in cui il livello di attenzione verso la sostenibilità è molto alto.

Come vedete il futuro per i pavimenti in gomma?

Molto positivamente.

Oltre che per le caratteristiche di ecosostenibilità, anche per la sua flessibilità di posa e di uso.

Nel nostro ambito specifico, all’interno di riconversioni e trasformazioni del patrimonio edilizio esistente, la gomma è un riuscitissimo connubio fra qualità tecniche e potenzialità estetiche.

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