1 luglio 2026
CAM Edilizia: come preparare la Relazione CAM e scegliere materiali conformi
Nel contesto normativo italiano attuale, la progettazione sostenibile non è più un’opzione volontaria ma un requisito normativo stringente per accedere agli appalti pubblici. Qualunque azienda edile voglia partecipare ad una gara per un appalto pubblico, quindi, deve conoscere i Criteri Ambientali Minimi, o CAM.
Per i professionisti del settore — architetti, ingegneri e facility manager — comprendere i requisiti per i CAM nel settore edilizia è fondamentale per garantire la conformità delle opere pubbliche. Vedremo come si fa la redazione della relazione CAM e come condurre la selezione dei materiali ecosostenibili e alla gestione dei mezzi di prova CAM, elementi essenziali per evitare contestazioni in fase di gara o in cantiere.
CAM Edilizia e GPP: cosa sono e quando sono obbligatori negli appalti
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano lo standard per la progettazione e l’esecuzione di interventi edilizi a basso impatto ambientale. Essi non sono certificazioni volontarie, ma requisiti tecnici obbligatori che mirano a promuovere un modello di edilizia circolare, riducendo il consumo di risorse e migliorando la salubrità degli ambienti.
La Relazione CAM: contenuti essenziali e responsabilità del progettista
Il progettista riveste un ruolo cruciale nella corretta implementazione dei Criteri Ambientali Minimi. A lui è affidata la stesura della relazione CAM, il documento cardine che funge da ponte tra il progetto architettonico, il capitolato d’appalto e l’esecuzione dei lavori. L’assenza o la compilazione carente di questa relazione rende la gara vulnerabile a ricorsi e blocca l’approvazione del progetto.
Come strutturare la relazione tecnica (e gli allegati) per evitare contestazioni
Per redigere una relazione CAM inattaccabile, il progettista deve dettagliare con precisione in che modo le scelte progettuali soddisfano i requisiti ambientali. Una relazione ben strutturata deve:
- Descrivere le soluzioni architettoniche e impiantistiche adottate per garantire la conformità a ogni specifico criterio.
- Indicare puntualmente in quali elaborati grafici e di calcolo sono verificabili tali requisiti.
- Redigere un elenco completo dei materiali (tra cui calcestruzzi, isolanti e pavimenti), specificando il peso rispetto al totale dell’edificio.
- Definire le caratteristiche prestazionali dei prodotti da costruzione e indicare i mezzi di prova CAM che l’appaltatore dovrà fornire alla Direzione Lavori.
- Giustificare in modo documentato eventuali applicazioni parziali o deroghe motivate dovute al contesto specifico o a vincoli tecnici insormontabili.
Mezzi di prova: quali documenti validano i materiali (EPD e certificazioni)
Dichiarare che un materiale è “verde” non è sufficiente; la conformità deve essere supportata da documentazione scientifica e terza. I mezzi di prova CAM sono i documenti tecnici che attestano il rispetto delle specifiche richieste dal capitolato. In questo ambito, il legame tra EPD e CAM è fondamentale, poiché le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) costituiscono lo strumento di verifica più rigoroso e trasparente.
La gerarchia delle evidenze: dalle etichette ambientali alle asserzioni del produttore
I CAM stabiliscono una gerarchia precisa per le evidenze documentali:
- Etichette ambientali di Tipo I (ISO 14024): Certificazioni di terza parte basate sul ciclo di vita (es. Blue Angel), considerate una garanzia assoluta di conformità a specifici requisiti.
- Asserzioni ambientali auto-dichiarate (ISO 14021): Devono essere validate da un organismo di valutazione della conformità riconosciuto, qualora il prodotto non disponga di etichette di Tipo I o III.
- Etichette ambientali di Tipo III (ISO 14025) – EPD: Le EPD quantificano l’impatto ambientale di un prodotto (dall’estrazione al fine vita) e sono esplicitamente richieste dalle stazioni appaltanti per verificare i requisiti di sostenibilità ed emissioni.
Scegliere i materiali: differenza tra contenuto di riciclato e sottoprodotto
Un aspetto centrale nella selezione dei materiali edili, specialmente per finiture come le pavimentazioni, è la percentuale di materia recuperata impiegata nel processo produttivo. In ottica di economia circolare, è vitale comprendere la distinzione normativa tra contenuto di riciclato e sottoprodotto in edilizia.
I vantaggi dei sottoprodotti industriali e l’importanza della tracciabilità di filiera
- Contenuto di riciclato: Deriva da materiali di scarto (post-consumo o pre-consumo) che hanno cessato di essere rifiuti tramite un processo di recupero e sono stati reimmessi nel ciclo produttivo.
- Sottoprodotto: È uno scarto di produzione che non diventa mai rifiuto. Può essere riutilizzato direttamente nel medesimo processo o in un ciclo produttivo diverso senza necessità di trattamenti preventivi invasivi, offrendo un eccellente profilo di sostenibilità e una minore impronta di carbonio.
Ad esempio, i requisiti ambientali stabiliscono che le pavimentazioni resilienti in gomma debbano garantire un contenuto di materie riciclate, recuperate o sottoprodotti pari ad almeno il 10% del peso totale del prodotto.
Prodotti avanzati, come alcune soluzioni Artigo, superano ampiamente questo limite, garantendo contenuti di riciclato e sottoprodotto tra il 10 e il 46% a seconda del prodotto, e assicurando una totale tracciabilità di filiera tramite le EPD. I pavimenti in gomma di Artigo che soddisfano i requisiti ambientali e imposti dai CAM, indicati nella nostra pagina “Sostenibilità”, sono:
Spessore pavimento | Percentuali di riciclo e riutilizzo (certificate da terzi) per i pavimenti GAIA |
Pavimento standard 2 mm | 29,5% (8% riciclato e 21,5% sottoprodotto) |
Pavimento standard 3 mm | 35% (15% riciclato e 20% sottoprodotto) |
Pavimento standard 3,5 mm | 35,5% (10% riciclato e 25,5% sottoprodotto) |
Pavimento standard 5 mm | 46,5% (30% riciclato e 16,5% sottoprodotto) |
Errori comuni nella gestione dei CAM e come prevenirli
La complessità dei requisiti ambientali porta spesso a errori procedurali che rischiano di compromettere l’esito delle gare pubbliche. L’errore più diffuso è il “greenwashing” involontario, ovvero l’uso di termini come “rinnovabile” o “riciclato” senza il supporto di documentazione tecnica valida (come le EPD) o l’assenza totale della relazione CAM.
Checklist di verifica pre-gara per stazioni appaltanti e imprese (con FAQ)
Per prevenire blocchi in fase di appalto o in cantiere, è consigliabile seguire una rigida checklist di verifica:
- Il progetto integra i requisiti CAM fin dalle fasi preliminari? Sì, le scelte sui materiali (es. pavimenti in gomma sostenibile) devono essere fatte prima di redigere il capitolato.
- La Relazione CAM è completa e allegata al progetto esecutivo? Deve includere la giustificazione tecnica per ogni criterio e l’elenco dei materiali con i relativi pesi.
- I mezzi di prova specificati sono conformi? Assicurarsi di aver richiesto espressamente EPD conformi alla ISO 14025 o etichette equivalenti per verificare le emissioni e il contenuto di materia recuperata.
- I criteri prestazionali e la qualità indoor sono garantiti? Oltre ai materiali, la posa deve rispettare normative tecniche specifiche.
Piccola storia del CAM: dal Piano d’Azione Nazionale (PAN) ai requisiti nei capitolati di gara
I CAM nascono all’interno del green public procurement/PAN GPP (Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement), il quadro strategico del Ministero dell’Ambiente per orientare gli acquisti della Pubblica Amministrazione verso soluzioni ecologiche. Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023, art. 57), l’applicazione dei CAM è divenuta obbligatoria per l’intero importo delle gare d’appalto inerenti lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici. Questo obbligo impone alle stazioni appaltanti di integrare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali CAM nei capitolati di gara fin dal Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP).
I pavimenti Artigo soddisfano in pieno i requisiti CAM
Affidarsi a partner industriali capaci di fornire materiali già dotati di etichette ambientali (come EPD, Blue Angel, Greenguard Gold) e schede tecniche allineate ai CAM facilita enormemente il lavoro del progettista, azzerando i rischi di non conformità.
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