24 luglio 2026

Edilizia circolare: cos'è e come si applica all'edilizia

L’economia circolare in edilizia si concentra sulla riduzione dei consumi, sul recupero e sul riciclo di materiali ed energia, con l’obiettivo di usare le risorse in modo sostenibile ed economicamente più efficiente. È un cambio di paradigma che riguarda l’intero ciclo di vita dell’edificio che ha l’obiettivo di conservare l’esistente, ridurre il consumo di materia, progettare per la durata e rendere più semplice il riuso dei componenti a fine vita.

Gli edifici, in questo senso, possono essere letti anche come una “banca di materiali”, mentre strumenti come LCA, EPD e passaporti di prodotto aiutano a rendere i flussi di materia più tracciabili e confrontabili, privilegiando soluzioni che mantengano valore nel tempo.

Quali sono i principi fondamentali?

I principi chiave dell’edilizia circolare includono:

  • il mantenimento e l’ottimizzazione degli edifici esistenti;
  • la riduzione della materia necessaria nei nuovi interventi;
  • la progettazione per la lunga durata;
  • l’adozione di metodi costruttivi che facilitino smontaggio, recupero e riciclo.

A questi si aggiungono decostruzione selettiva, riuso di componenti, utilizzo di materiali con contenuti riciclati e creazione di piattaforme o passaporti digitali per tracciare i materiali lungo il ciclo di vita.

I pavimenti in gomma bio-attribuita di Artigo aiutano progettisti e facility manager ad applicare i principi dell’edilizia circolare

I pavimenti in gomma bio-attribuita della linea GAIA di Artigo possono supportare una strategia di edilizia circolare perché sono materiali edili con dati ambientali misurabili e coerenti con un approccio di progettazione basato sul ciclo di vita.

Questi pavimenti infatti supportano gli obiettivi di architettura sostenibile integrando materie prime bio-based come la sostituzione della silice da estrazione con quella che deriva dalla buccia (lolla) del riso o, appunto, usando gomma bio-attribuita prodotta con oli a base biologica provenienti da piante o semi.

In un progetto B2B questo è utile perché consente di integrare nel capitolato materiali accompagnati da EPD, compatibili con logiche CAM e inseriti in una strategia aziendale di riduzione delle emissioni per cui Artigo ha ottenuto la validazione SBTi nel 2024.

Il punto, per progettisti e facility manager, non è considerare il pavimento come un semplice elemento di finitura, ma come una componente che contribuisce alla misurazione dell’impatto ambientale complessivo dell’edificio.

Che differenza c’è tra edilizia sostenibile e circolare?

L’edilizia sostenibile ha un perimetro più ampio e mira a ridurre l’impatto ambientale complessivo dell’edificio attraverso efficienza energetica, salubrità, materiali a basse emissioni, protocolli di certificazione e riqualificazione del patrimonio esistente.

L’edilizia circolare, invece, mette al centro soprattutto la permanenza del valore dei materiali nel tempo, puntando su riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo il più a lungo possibile. Un esempio di prodotto che entra in pieno nella definizione di edilizia circolare sono i pavimenti in gomma della linea GAIA di Artigo e soprattutto il loro retro eterogeneo, unico sul mercato dei pavimenti in gomma, che ci ha permesso di dare nuova vita a materiali riciclati.

In altre parole, la sostenibilità chiede edifici migliori; la circolarità chiede anche edifici pensati per non diventare rifiuti troppo presto.

 

Quali sono i benefici ambientali dell’economia circolare in edilizia?

I benefici ambientali principali sono la riduzione dell’uso di materie prime vergini, la diminuzione dei rifiuti da costruzione e demolizione e un minor conferimento in discarica.

Un approccio circolare può inoltre abbassare la carbon footprint del progetto, perché ragiona sull’intero ciclo di vita dei prodotti e dell’edificio, dall’estrazione delle materie prime fino al fine vita.

Quando la strategia privilegia riqualificazione e riuso dell’esistente, si riducono anche il consumo di nuovo suolo e le emissioni legate a nuove costruzioni e cantieri, riducendo quindi l’impatto ambientale.

 

Quali sono le maggiori sfide e cosa possiamo fare per superarle?

Le criticità più frequenti riguardano le barriere tecniche e normative al recupero dei materiali, la difficoltà nel qualificare materiali alternativi, la carenza di dati strutturati e la necessità di interoperabilità tra sistemi e attori della filiera.

Per superarle servono progettazione per il disassemblaggio, piani di decostruzione selettiva, piattaforme di scambio dei componenti, passaporti digitali dei materiali e una collaborazione più stretta tra progettisti, imprese, committenti e produttori.

Anche EPD, CAM e criteri di valutazione chiari aiutano a creare fiducia nel mercato e a trasformare la circolarità da intenzione a requisito misurabile.

 

Come si parla l’edilizia circolare con EPD e CAM?

Nel linguaggio operativo dell’economia circolare in edilizia, EPD e CAM sono due riferimenti decisivi perché permettono di tradurre la sostenibilità in dati, specifiche e criteri verificabili.

L’EPD traduce l’analisi LCA in informazioni ambientali trasparenti e comparabili, come il Global Warming Potential, ed è utile per la scelta dei materiali e per l’assegnazione di crediti nei protocolli di sostenibilità.

I CAM in edilizia, invece, definiscono i requisiti ambientali minimi per progettazione, lavori e forniture, e con il D.Lgs. 36/2023 la loro adozione è diventata obbligatoria per l’intero valore dell’importo di gara negli appalti pubblici.

Per questo, in molti capitolati pubblici, materiali dotati di etichettature ambientali conformi alla ISO 14025, come le EPD, rappresentano una leva concreta per dimostrare conformità e qualità ambientale.

Quali sono i progetti e le iniziative di governo a favore dell’economia circolare nell’edilizia?

A livello europeo, la Direttiva Quadro sui Rifiuti ha fissato un obiettivo minimo del 70% di recupero per i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione, poi rafforzato dal Pacchetto Economia Circolare del 2018 con obblighi più stringenti su prevenzione e preparazione per il riutilizzo.

Nel 2020 la strategia UE per un ambiente costruito sostenibile ha inserito tra le priorità i passaporti digitali dei materiali, mentre il Circular Economy Action Plan ha identificato le costruzioni come settore prioritario.

In Italia, il quadro si è consolidato con il PNRR, con il D.Lgs. 116/2020 che recepisce le direttive europee del pacchetto economia circolare e con il DM 256/2022, entrato in vigore nel dicembre 2022, che ha aggiornato i CAM per l’edilizia.

Sul piano territoriale si muovono anche le Regioni: in Lombardia, ad esempio, il bando Ri.circo.lo. Costruzioni e Demolizioni ha stanziato 10 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per sostenere progetti di simbiosi industriale, prevenzione e riciclo dei rifiuti nei settori costruzioni, demolizioni e bonifiche, con contributi fino a 1,5 milioni di euro.

L’edilizia circolare, quindi, non è una tendenza lessicale ma un criterio progettuale che richiede metriche, materiali documentati, filiere più trasparenti e una visione di lungo periodo.
Per chi progetta spazi contemporanei, integrare l’economia circolare in edilizia significa passare da una logica lineare di consumo a una logica di valore, dove ogni scelta tecnica incide su risorse, emissioni, manutenzione e fine vita dell’edificio.

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